Parco Ulisse Guzzi – facciamo il punto

Abbadia Lariana, il 07/04/2025

È nozione comune per chi vive ad Abbadia e dintorni che il Parco Ulisse Guzzi è stato donato alla cittadinanza, ovvero per chi ad Abbadia passa la quotidianità.

Uno spazio dunque pubblico e, soprattutto, verde.  L’attuale maggioranza ha snaturato questa connotazione, cementificando l’area e provando a trasformare il Parco in un tentativo di business, con offerta “fruibile tutto l’anno”.

Quello che ci pare di vedere è la scelta di trasformare una risorsa pubblica, verde e libera, in un progetto d’affare privato, navigando a vista e sperando in un successo che, se arrivasse, arricchirebbe soprattutto chi la gara l’ha vinta, ma rimpinguerebbe ben poco le casse di Abbadia e non migliorerebbe la vita dei cittadini, che di certo non hanno bisogno di un altro risto-bar sul lago.

Un articolo della stampa locale sostiene che tutto questo ai cittadini piace: ne siamo sicuri?  Aspettiamo di vedere cosa succederà quando un’area, che già negli anni scorsi era affollata di turisti e non garantiva quasi l’accesso ai cittadini di Abbadia nei fine settimana estivi, perderà anche quello spirito naturale ed aperto che, crediamo, una seria amministrazione, conscia della storia del luogo, doveva invece battersi per preservare.

A completamento del disastrato progetto, la realizzazione della Casa delle Associazioni, assurdamente progettata senza un consulto preventivo con gli enti stessi a cui sarebbe dedicata, con spazi non idonei alle loro esigenze, che le hanno costrette a decidere di trasferire i principali eventi da loro organizzati storicamente nella cornice del Parco, in altri luoghi.

Inoltre, i cinque giorni di accesso concessi alle associazioni alla parte privata del Parco, inseriti nel bando sono, a nostro avviso, assolutamente insufficienti per le esigenze delle manifestazioni organizzate nell’area.  Ad Abbadia non c’è bisogno di richiamare altri turisti; bisogna piuttosto gestire il fenomeno in modo che generi ricchezza dando però opportunità al cittadino di godersi il proprio paese, cosa che gli spetta di diritto.

Rammentiamo infatti che uno dei motivi per cui Abbadia non è Milano, non è Lecco, e per cui tanti d’estate abbandonano quelle città per approdarvi, è che rimane luogo incontaminato, colmo di scorci e paesaggi da vivere. È un posto più verace, autentico, con meno asfalto, meno smog, meno grigiore.

Stiamo sostenendo alcuni colloqui con l’Amministrazione per preservare lo spirito originale del parco nonostante i forti cambiamenti già avvenuti.

Speriamo che questo confronto costruttivo continui nell’interesse di tutto il paese

 

Il gruppo Consiliare La Nuova Abbadia Lariana